La Land Art secondo Walter Mason

La natura è da sempre fonte di ispirazione per l’arte, quando non lo diventa essa stessa. La bellezza, il fascino, la magia sono a lei connaturati, ma è innegabile che da parte dell’occhio che guarda ci deve essere la volontà di vedere. E se l’atto successivo al vedere è il desiderio di interpretarla, riscrivendola, ridisegnandola, dando forma e sostanza alle infinite possibilità in essa insite, allora quell’occhio è un occhio di artista. Proprio come quello del tedesco Walter Mason, che si autodefinisce land artist.

Innegabilmente allievo di Andy Goldsworthy – l’artista e fotografo inglese che della Land Art è senza dubbio il massimo esponente – Mason è rimasto folgorato da questa tecnica espressiva e di comunicazione una mattina di gennaio di otto anni fa quando, accompagnando il figlio all’asilo, si è scoperto ad immaginare come avrebbe potuto ‘completare’ il paesaggio nel quale stavano camminando con un intervento antropico e allo stesso tempo naturale, perché fatto con la materia da cui era maggiormente caratterizzato in quel momento: la neve.

Da qui la sua opera ha preso il volo, affinandosi e trovando una propria strutturazione organica nella realizzazione di lavori suddivisi per stagioni: Autunno, Inverno e Primavera/Estate. Utilizzando terra, rocce, fiori, foglie, tronchi e ogni tipo di materiale e substrato naturale, Mason crea soprattutto suggestioni, reinventando forme e funzioni, aggiungendone di nuove, sovvertendole. Un’operazione, come si diceva, forse non originale, ma comunque pervasa da una carica emozionale così forte e personale da far ammiare con immutato stupore ogni singolo quadro, ogni singolo scatto di questo artista autodidatta.

Image credit: Walter Mason

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