‘Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?’. Se come riflessione di fine anno vi sembra un po’ troppo impegnativa, allora non sapete che potete trovare (forse) una risposta a simili interrogativi senza rinunciare a un po’ di sano sense of humor. Impossibile? No, con le immagini realizzate da Gilbert Garcin. Questo artista – perché fotografo sarebbe riduttivo – ha infatti scelto di tentare di trovare il senso della vita passando per una via inusuale, fatta di leggerezza e percorsa con il sorriso.
Garcin si è avvicinato alla fotografia in tarda età, a 60 anni, dopo avere chiuso la fabbrica di lampadari da lui fondata e gestita ed essere andato in pensione. Oggi di anni ne ha 80, ma la sua anagrafica non gli è per nulla di impiccio, anzi: la maturità artistica da lui dimostrata trova espressione in quadri surreali che ritraggono un protagonista maschile e uno femminile – quasi sempre l’autore e sua moglie – intenti ad affrontare situazioni ai limiti di una rappresentazione onirica.
Strade che si srotolano, funi che si piegano, si tendono e si spezzano, immagini riflesse, enormi finestre sul nulla, improbabili equilibrismi e paesaggi e soggetti degni di un quadro di De Chirico o Magritte oppure di un film di Buster Keaton o Charlie Chaplin. Situazioni improbabili, allegoria della condizione umana, velate di malinconia, ma senza mai perdere il sorriso. Una serie di immagini in bianco e nero attraversate da una grazia retro che è la cifra di tutta l’opera di Garcin e che mette in pace – almeno per il tempo di uno sguardo – con se stessi e con i grandi interrogativi della vita.
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